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A Vienna sulle orme di Klimt

Gustav Klimt è uno dei pittori austriaci più noti e amati e fra i principali esponenti dell’Art Nouveau a livello europeo. Se ancora non avete visto di persona Il Bacio (né gustato un’autentica Sacher Torte), è arrivato il momento di organizzare una vacanza a Vienna.

Dal Burgtheater al Museo di Belle Arti

La casa natale di Gustav Klimt a Vienna non esiste più, da molto tempo. Ecco perché la nostra passeggiata viennese inizia dal Burgtheater, un teatro ottocentesco. In questa monumentale costruzione Gustav Klimt, insieme al fratello Ernst e a Franz Matsch, fra il 1886 e il 1888 realizzò uno dei suoi primi lavori, gli imponenti dipinti sul soffitto sovrastante le due scalinate. I tre giovani, da qualche anno avevano creato un sodalizio artistico, la Künstler – Compagnie, e in uno dei dipinti Gustav immortalò il terzetto. L’imperatore Francesco Giuseppe rimase talmente entusiasta di questi dipinti, che decise di conferire loro la croce d’oro al merito. Il teatro fu inaugurato proprio quando gli artisti ebbero ultimato il lavoro, e destò grande scalpore perché era stato dotato di illuminazione elettrica.

Interno del Museo di Belle Arti con i decori di Gustav Klimt (ph. Paul Bauer)

Dal Burgtheater arriviamo alla Ringstrasse, un imponente boulevard realizzato fra il 1858 e il 1865, largo quasi 60 metri, per raggiungere il Museo di Belle Arti (1872-91), proprio dirimpetto al Museo di Storia Naturale, suo pendant architettonico. Questo museo, che possiede la collezione di dipinti di Bruegel più grande oggi esistente, è considerato fra i più importanti del suo genere. Qui nel 1891 la compagnia di artisti di Klimt decorò con figure simboliche raffiguranti le grandi epoche storiche dell’arte le superfici rimaste libere fra le arcate e le colonne della grandiosa scalinata all’interno del museo. Per una sosta c’è il Cafè Gerstner, una eccellente pasticceria che peraltro propone “dolci a tema” come la Gerstner Klimt Torte, con gli stessi colori dorati amati dall‘artista, e le praline di cioccolato Gerstner Klimt Konfekt.

Il quartiere dei musei e la Secessione

Uscendo dal museo, sulla sinistra vedrete il Museums Quartier. Inaugurato nel 2001, è uno dei dieci distretti culturali più grandi del mondo. Il nucleo più antico sono le vecchie scuderie dell‘imperatore, progettate dal grande architetto del Barocco Johann Bernhard Fischer von Erlach e terminate nel 1725. Il quartiere dei musei occupa una superficie di 60.000 metri quadrati e ospita fra le altre cose il Museo d’Arte Moderna, la Kunsthalle Wien, il Tanz Quartier Wien, padiglioni per festival, un museo del bambino e vari caffè, ristoranti e bar.

La nostra meta è il Leopold Museum, fondato dal professore Rudolf Leopold. Grande intenditore d’arte, Leopold mise insieme una collezione ragguardevole, partendo dall‘acquisto delle opere d’avanguardia di Egon Schiele, quando nessuno era ancora consapevole della loro qualità e importanza. Col passare degli anni Leopold ampliò la sua collezione in tutte le direzioni, e oggi ne fanno parte oltre 5.000 opere, soprattutto dipinti di autori austriaci della prima metà del 20° secolo. Oltre alla più importante collezione di Egon Schiele esistente, troverete anche opere fondamentali di Gustav Klimt, fra cui il celebre dipinto La morte e la vita e i paesaggi Un mattino allo stagno e Lungo l’Attersee. Il museo espone al pubblico anche affascinanti lavori di Oskar Kokoschka, Richard Gerstl, Albin Egger-Lienz, Anton Kolig, Herbert Boeckl e Alfred Kubin. Prima di continuare la passeggiata, vale la pena di fermarsi al Café Leopold, all’interno del museo, per un caffè o un rinfresco.

La Morte e la Vita, Leopold Museum (ph. Peter Rigaud)

Usciamo sulla Museumsplatz e ci avviamo verso la Mariahilfer Strasse, una delle strade di negozi più movimentate di tutta la città. Da qui potrete già riconoscere la cupola di foglie dorate intrecciate della Secessione. L’edificio in stile Liberty fu progettato da Joseph Maria Olbrich e completato nel 1898. Il suo nome si lega alla decisione di Gustav Klimt e di altri 19 artisti di abbandonare, nel 1897, la prestigiosa associazione della Künstlerhaus, per dare vita a un altro circolo di artisti. In occasione di una mostra – omaggio a Beethoven organizzata dai Secessionisti nel 1902, Klimt realizzò una delle sue opere più importanti: il Fregio di Beethoven, largo 34 metri e alto 2, consistente in un’esuberante sinfonia ornamentale nella quale Klimt rievocò la “Nona” di Beethoven e la relativa interpretazione musicale di Richard Wagner.

Terminata la mostra, il ciclo avrebbe dovuto essere rimosso. Un collezionista, però, lo acquistò e lo staccò dalla parete nel 1903, smontandolo in sette parti. Nel 1973 la repubblica austriaca acquistò la preziosa opera, la fece restaurare e installare in una sala della Secessione creata appositamente per essa nel 1986, rendendola accessibile al pubblico. “Al tempo la sua arte, all’arte la sua libertà” sono le parole scritte sopra il portale d’ingresso di questa che, così come ai tempi di Klimt, è ancora oggi un’istituzione dedicata all’arte contemporanea. Nel negozio annesso al museo vi attendono, oltre a interessanti riproduzioni di alcune sezioni del fregio, anche vari libri su Gustav Klimt.

Uscendo dalla Secessione dirigete lo sguardo all’edificio dirimpetto del Verkehrsbüro, dietro il quale comincia la grande Karlsplatz. Sulla vostra destra scorgerete i chioschi del Naschmarkt, il mercato più esotico di Vienna, a sinistra la fine della Operngasse. Alcune delle attrazioni intorno alla Karlsplatz hanno a che fare, direttamente o indirettamente, con Gustav Klimt. Ad esempio la splendida stazione della Stadtbahn, realizzata dall’architetto Otto Wagner intorno al 1900 per la ferrovia urbana di Vienna, nel quale troverete tutti gli elementi con i quali avete fatto già conoscenza durante la vostra passeggiata: ornamenti floreali, decorazioni in oro, elaborazione accuratissima fin nei minimi dettagli. Oppure la Künstlerhaus, l’istituzione alla quale Klimt e i suoi amici a suo tempo volsero le spalle. E il Wien Museum Karlsplatz, in cui si possono vedere alcuni capolavori di Gustav Klimt fra cui i dipinti Emilie Flöge e Pallade Atena.

Stazione della Stadtbahn di Otto Wagner (ph. Christian Stemper)

Il Belvedere: ecco il Bacio!

La nostra ultima tappa è il magnifico museo del Belvedere (fermata Schloss Belvedere). Qui, oltre alla collezione di opere di Gustav Klimt più grande esistente, potrete ammirare pure capolavori di Egon Schiele e di Oskar Kokoschka. Sono esposte al pubblico anche importanti opere dell’Impressionismo francese, la collezione di opere del Biedermeier viennese più grande esistente nonché varie perle della collezione barocca e medievale. Il Belvedere fu costruito nel 1721/22 da Johann Lukas von Hildebrandt come residenza estiva per il principe Eugenio di Savoia ed è considerato uno degli edifici barocchi più belli del mondo. La sua pinacoteca fu promossa in modo decisivo dalla Secessione Viennese e quindi da Gustav Klimt. La Secessione infatti fece dono al museo, fondato nel 1903 con il nome di “Galleria Moderna” e alloggiato ancora nel Belvedere Inferiore, di importanti opere d’arte contemporanea fra cui la Pianura di Auver di van Gogh, la Madre cattiva di Segantini e un ritratto di cuoco di Monet. Oggi al Belvedere Inferiore e all‘Orangerie si svolgono delle mostre speciali e si possono visitare anche le sale di rappresentanza. Il museo si è trasferito al Belvedere Superiore, all’altra estremità dello splendido giardino, ed è diventato il centro degli ammiratori di Klimt di tutto il mondo, anche e soprattutto perché vi è esposto il quadro più celebre del grande maestro: Il Bacio. Si tratta di un’icona di 180×180 cm i cui motivi ornamentali furono messi in rilievo da Klimt tramite applicazioni in oro e argento, una rappresentazione al di là del tempo dell’affetto e della devozione umane, di intimità e passione toccante. Con Il Bacio, Klimt raggiunse l’apice della sua fase “d’oro” ed è proprio grazie a essa che oggi è conosciuto e amato in tutto il mondo. L’opera venne presentata occasione della rassegna “Kunstschau Wien 1909”, alla quale è dedicata una mostra, proprio al Belvedere inferiore, dal prossimo 25 giugno.

(foto: courtesy of WienTourismus)

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